Come leggiamo i numeri, i dati e le fonti
Prima di pubblicare un approfondimento su sanità pubblica, ricerca accademica o innovazione tecnologica statale, mettiamo per iscritto alcune regole di metodo. Non sono un manifesto: servono a evitare che una parola venga letta in modo diverso da come è stata scritta.
Cosa intendiamo per dato pubblico
Quando citiamo un dato, indichiamo se proviene da una fonte istituzionale, da una pubblicazione peer-reviewed o da una dichiarazione politica. Se la fonte è un documento interno reso disponibile solo in parte, lo segnaliamo nel testo. Non trattiamo come equivalenti un comunicato ministeriale e uno studio su rivista indicizzata.
Ricerca accademica e ricerca applicata
Distinguiamo tra ricerca di base, sperimentazione clinica e studi osservazionali. Un risultato promettente in fase preclinica non è una terapia disponibile, e non lo presentiamo come tale. Allo stesso modo, un brevetto depositato non equivale a un dispositivo in uso nei reparti.
Reportage e cronaca medica
Nei reportage sulle strutture sanitarie raccogliamo testimonianze dirette, ma non le trattiamo come prova statistica. Quando un operatore descrive una criticità, chiediamo se esistono documenti o dati che la confermano. Se non ci sono, lo scriviamo.
Etica della medicina e casi controversi
Su temi come consenso informato, biobanche o allocazione delle risorse, presentiamo le posizioni in campo senza adottarne una in modo implicito. Le opinioni dei comitati etici, delle associazioni dei pazienti e delle autorità di garanzia vengono riportate con la stessa attenzione.
Correzioni e aggiornamenti
Se un articolo viene corretto dopo la pubblicazione, indichiamo la data e la natura della modifica. Non riscriviamo in silenzio un passaggio per adattarlo a sviluppi successivi. Le segnalazioni di errore si inviano a info@officiaimaging.com.